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<journal-title>Comunicaci&#x00F3; Educativa. Revista d&#x0027;ensenyament de les comarques meridionals de Catalunya</journal-title>
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<article-title>Morant, I., R&#x00ED;os, R., e Valls, R. (dirs.). (2023). <italic>El lugar de las mujeres en la historia: Desplazando los l&#x00ED;mites de la representaci&#x00F3;n del mundo</italic>. Publicacions de la Universitat de Val&#x00E8;ncia<xref ref-type="fn" rid="fn1"><sup>1</sup></xref></article-title>
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<title><bold>Il posto della donna nella storia: una ridefinizione dei confini della rappresentazione del mondo</bold></title>
<p>Negli ultimi decenni, le donne hanno cominciato a frequentare i manuali di storia. Cos&#x00EC;, non &#x00E8; raro che bambini e adolescenti leggano di Enheduanna, la prima poetessa della quale conosciamo il nome, di Ipazia, la sfortunata filosofa di Alessandria o di Trotula, che una lunga tradizione considera come fondatrice della scuola medica di Salerno. Questo ingresso delle donne nella storia insegnata, positivo per certi versi, &#x00E8; stato tuttavia accusato di aver trasformato la storia delle donne in una sorta di collezione di figurine di personaggi celebri, inserite in un racconto generale che resta maschile, o indifferente alla questione del genere. Il dossier didattico che Isabel Morant, Rosa E. Rios e Rafael Valls hanno allegato al corposo <italic>El Lugar del las mujeres en la historia: Desplazando los límites de la representación del mundo,</italic> che hanno diretto per conto della PUV (Valencia 2023), evita questa critica incrociando abilmente tematizzazione e cronologia. Infatti, superata la parte iniziale (preistoria e mondo antico e medievale), nella quale per ogni societ&#x00E0; le figure femminili vengono inquadrate in problemi storici ben individuati &#x2013; ad esempio: la cittadinanza per quanto riguarda Atene, o il potere, nel caso della Dama di Elche o di Roma &#x2013; a partire dall&#x2019;et&#x00E0; moderna, la storia delle donne &#x00E8; suddivisa in quattro grandi periodizzazioni: il Rinascimento e l&#x2019;Illuminismo, la tarda modernit&#x00E0;, il primo Novecento e il mondo attuale. Per ciascuno di questi si individuano temi che possono facilmente suscitare una discussione in classe: la scoperta della cura del corpo, la maternit&#x00E0;, le nuove forme di famiglia, il lavoro femminile, la prostituzione, fino ad arrivare agli ultimi due periodi, nei quali si formalizza la questione di genere come argomento politico e culturale e il femminismo si propone come soggetto ineludibile della storia mondiale.</p>
<p>All&#x2019;interno di questi contenitori, si dispongono 39 casi di studio del tutto modulari (un indubbio pregio didattico), che si compongono di pochi documenti iconografici e scritti. In quest&#x2019;ultimo caso, i testi sono brevi, di facile lettura e ben trattati didatticamente, dal momento che del documento originale si riportano solo le parti strettamente pertinenti, rese in linguaggio corrente. Il percorso didattico &#x00E8; chiuso da una traccia operativa essenziale. Ad ognuno di questi casi di studio corrisponde un capitolo del &#x201C;libro madre&#x201D;. La sua lettura da parte del docente, infatti, &#x00E8; necessaria perch&#x00E9; questi possa introdurre il tema e guidare opportunamente la discussione (o le altre operazioni richieste), rispondere alle questioni che eventualmente possono sorgere ed, eventualmente, integrare il percorso didattico suggerito. Ad esempio, quando si pone la questione del matriarcato (p. 21 del dossier) si cita la tesi di Bachofen, notissima fra gli specialisti ma forse meno fra gli insegnanti: nel testo madre si troveranno i riferimenti essenziali per orientarsi (p. 31 s.). Ancora, l&#x2019;insegnante che si trover&#x00E0; imbarazzato di fronte al caso di studio n. 22, composto da due lettere di donne, senza alcuna spiegazione (dossier, p. 135), ne trova il contesto storico ben illustrato nel capitolo corrispondente (pp. 265 e ss.). Questa corrispondenza accurata fra il testo di alta divulgazione e il dossier didattico ne fa uno strumento didattico funzionale, la cui agibilit&#x00E0; &#x00E8; incrementata dal fatto che la periodizzazione adottata &#x00E8; facilmente sovrapponibile a quella solita dei programmi scolastici.</p>
<p>Oltre al vantaggio operativo, questa organizzazione della materia &#x00E8; una buona risposta ad una seconda critica al modo con il quale i manuali tentano di introdurre la questione di genere e la storia delle donne: il fatto, cio&#x00E8;, che queste siano trattate saltuariamente o confinate in paragrafi, tutto sommato, aggiuntivi. Come spiega bene Isabel Morant nell&#x2019;introduzione (pp. 13 ss.) la storia delle donne e quella di genere hanno cessato di essere dei capitoli separati e accessori della grande storia, ma l&#x2019;hanno trasformata al proprio interno, rompendo &#x2013; ad esempio &#x2013; le barriere che separavano il pubblico dal privato, luogo nel quale era confinata la vicenda femminile, o &#x2013; con l&#x2019;avvento del femminismo e della lotta per la parit&#x00E0; di genere - producendo una rottura che periodizza l&#x2019;intera storia umana.</p>
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<label>Figura 1.</label>
<caption><title>Copertina del libro e del dossier.</title></caption>
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<p>Quest&#x2019;opera sposta i confini della rappresentazione del mondo non solo per quanto riguarda la storia delle donne, ma anche per ci&#x00F2; che concerne lo spazio della storia insegnata, tradizionalmente centrata sull&#x2019;Europa. Lo si vede nei capitoli curati da Joan Santacana Mestre sull&#x2019;universo della religione, che spaziano dal mondo ebraico a quello musulmano, al buddista e finalmente alle religioni africane, che riserveranno al lettore - e al fortunato studente che svolger&#x00E0; il relativo studio di caso (dossier, pp. 82 s.) &#x2013; la sorpresa del capovolgimento rispetto alla tradizione biblica e occidentale di una creazione al maschile, perch&#x00E9; scoprir&#x00E0; che il dio africano modell&#x00F2; prima la statua dell&#x2019;uomo e poi quella della donna, e fin qui non si differenzi&#x00F2; da quello biblico, ma quando diede loro la vita, anim&#x00F2; prima la donna e dopo l&#x2019;uomo e, fu questa a parlare per prima, dal momento che &#x201C;era pi&#x00F9; esperta&#x201D;. Inoltre, il lettore europeo apprezzer&#x00E0; questo allargamento della storia anche nella cura &#x2013; abituale certo nella cultura scolastica iberica, meno in altre tradizioni &#x2013; con la quale vengono trattate le societ&#x00E0; americane: dal modo con il quale le popolazioni americane preispaniche consideravano la natura, fino alle donne della Conquista, non solo la Malinche (della quale ormai molti manuali parlano), ma anche una sorprendente Santa Rosa da Lima, che spicca nell&#x2019;&#x201D;epidemia di beate&#x201D; che divamp&#x00F2; nel Cile del XVII secolo, fatta di sante vere e di impostore che cercavano di sbarcare il lunario (dossier, p. 119, libro pp. 238 s.).</p>
    <p>Il filone che innerva tutto il libro &#x00E8; quello della progressiva presa di coscienza della diseguaglianza di genere. Ne troviamo i primi cenni nelle proteste di Ortensia, figlia del grande oratore Ortensio, odiato da Cicerone, che organizza una sommossa femminile contro una legge che il senato aveva promulgato per finanziare &#x201C;una guerra fra maschi&#x201D; (Dossier, pp. 50 s.), fino alle argomentazioni delle grandi signore dell&#x2019;Illuminismo, o alla obbligatoria <italic>Dichiarazione</italic> di Olimpia de Gouges (Dossier, p. 125). Fra queste, la <italic>Citt&#x00E0; delle donne</italic> di Cristina de Pizan &#x00E8; un testo che merita di essere messo in evidenza, perch&#x00E9; &#x00E8; una risposta, punto per punto, a quelli che oggi appaiono come luoghi comuni della misoginia, ma che ebbero natali celebri, essendo sostenuti da Aristotele, Ovidio, Boccaccio, Petrarca: che le donne non siano abbastanza intelligenti, che non siano adatte alla politica, che non abbiano il senso degli affari o che il loro sapere sia di scarso valore. Quest&#x2019;opera, per quanto scritta a corte, era diretta alle donne di ogni rango sociale: una testimonianza decisiva del fatto che nel XV secolo i diritti delle donne non apparivano come un privilegio nobiliare, ma come un qualcosa che apparteneva a tutte e, quindi, all&#x2019;umanit&#x00E0;. Questa consapevolezza diventa evidente nei capitoli dedicati al Novecento e al tempo attuale. Qui le citazioni dovute eccedono i limiti di questa rassegna. Ma, se si tiene la barra sulla didattica, da mettere in evidenza sono i documenti che Carmen Agulló Diaz ha proposto per mettere a fuoco il &#x201C;lavoro della maestra&#x201D;. Lo ha fatto scegliendo un periodo cruciale per la storia spagnola ed europea, quello della Guerra Civile (dossier, pp. 199 ss.). Qui, da una parte troviamo le testimonianze del tentativo franchista di cancellare il modello didattico repubblicano con le maestre che vengono segnalate non solo per la loro appartenenza politica, ma anche perch&#x00E9; &#x201C;insegnano per vocazione, sono colte e entusiaste&#x201D;; dall&#x2019;altra, troviamo il modello repubblicano, nel quale maestre e maestri sono i protagonisti di un processo formativo che non si limita al &#x201C;leggere, scrivere e far di conto&#x201D;, ma si orienta verso &#x201C;la costruzione di una societ&#x00E0; pi&#x00F9; giusta&#x201D;. Chiude il libro il caso di studio dedicato al femminismo al tempo del post-femminismo. Le pagine di Jos&#x00E8; Javier Diaz Freire sono dense e ricche di esempi (dalle Spice Girls a Courtney Love) che arricchiscono di appeal i documenti riportati nel dossier.</p>
<p>&#x00C8; il tempo della vittoria del femminismo, delle femminilit&#x00E0; iperboliche e barocche, nel quale il femminismo, un tempo radicale, deve necessariamente ripensarsi. Ormai pienamente dentro la storia, donne e uomini ne vivono appieno i tumultuosi cambiamenti. Ragionare a scuola di storia di genere, oggi, non &#x00E8; chiudere il programma con un capitolo, come si suol dire, &#x201C;inclusivo&#x201D;, ma &#x00E8; ragionare di storia.</p>
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<fn id="fn1" fn-type="other"><label><sup>1</sup></label> <p>Include un dossier didattico gratuito disponibile su <ext-link ext-link-type="uri" xlink:href="https://puv.uv.es/libro/dosier-el-lugar-de-las-mujeres-en-la-historia.html">https://puv.uv.es/libro/dosier-el-lugar-de-las-mujeres-en-la-historia.html</ext-link>.</p></fn>
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